venerdi 19 gennaio 2007 ore 21,00

BLIND SHAFT (tunnel cieco)
Yang Li – Cina/Germania/HongKong 2003
90 min – v.o.sott.francese

Il film ci illustra in maniera cruda e diretta la realtà di una regione mineraria della Cina del Nord. Girato tra mille difficoltà, tra cui l’ostilità delle autorità cinesi, il film è un duro atto d’accusa sullo sfruttamento e la mancanza di diritti per chi lavora in quei posti. E su come il sistema sociale instilli nei poveracci il demone della corsa al soldo facile; ma lo fa senza didascalismi, e con misurata sobrietà visiva. La vicenda è quella di due minatori senza scrupoli, che escogitano l’omicidio di un giovane minatore della campagna, per poi tentare di estorcere denaro al padrone della miniera, aspettandosi che voglia evitare problemi per l’accaduto. La parabola tragica del film sull’avidità riflette un pessimismo esasperato sulle umane passioni, e le figure principali del film possiedono quella vocazione al tragico e all’autoannietamento propria degli antieroi shakespeariani. Escluse soluzioni consolatorie, ogni ombra di innocenza è destinata a soccombere sotto il peso degli istinti primordiali.

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venerdi 26 gennaio 2007 ore 21,00

THE MOLLY MAGUIRES
Martin Ritt – USA 1970 – 124 min – vers.italiana
Nella seconda metà dell'Ottocento nei distretti minerari della Pennsylvania la vita e il lavoro si svolgono in condizioni indecorose. Una associazione segreta di minatori, i Molly Maguires, viene fondata per sabotare gli impianti e impartire severe lezioni ai dirigenti più spietati. La polizia decide di infiltrare un detective tra i minatori, per individuare i capi e farli arrestare.   
Il regista negli anni cinquanta ebbe vita e carriera segnati profondamente dal maccartismo, finendo nella lista nera come anti-americano, per le tematiche sociali e politiche da lui affrontate in diversi suoi films.

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venerdi 2 febbraio 2007 ore 21,00
CHARBONS ARDENTS
Jean Michel Carre – Francia 2000 - 90 min – vers.orig. inglese

Un gruppo di videomaker francesi documenta i postumi della straordinaria impresa dei minatori britannici di Tower Colliery, che nel 1994, alla chiusura delle miniere imposta dalle politiche di privatizzazione di Margaret Thatcher, e alla conseguente perdita di molti posti di lavoro, decisero di investire tutti i loro soldi dell’indennità di fine rapporto per acquistare la miniera che li aveva licenziati, divenendone azionisti e continuandone così lo sfruttamento. 
Un film che esprime passione per i valori comunitari, mostrando l’entusiasmo, la generosità e creatività dei protagonisti.  
Un vivace documento sulla gestione collettiva dei mezzi di produzione, sull’esercizio della democrazia e sul ruolo dell’utopia.

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venerdi 9 febbraio 2007 ore 21,00

WORKINGMAN’S DEATH
Michael Glawogger – Austria 2005
122 min – vers.or. sott.italiano

Cinque ritratti dei mestieri più pericolosi e infami del mondo: quel pesante lavoro manuale sempre meno visibile nel nostro tecnologico XXI° secolo (quel lavoro che J. Rifkin aveva dato per “morto” nel suo libro "La Fine del Lavoro").

Dai minatori clandestini in Ucraina ai cavatori di zolfo in Indonesia, dai macellai nigeriani ai demolitori di navi in Pakistan, per finire con l’industria siderurgica cinese: testimonianze della resistenza umana in condizioni estreme.

In un mondo come il nostro, in cui il settore terziario è sempre più progredito e numericamente consistente, vengono spesso dimenticate pesantissime professioni ormai considerate del passato, ma tuttora praticate nel cosiddetto sud del mondo.
I lavoratori manuali di oggi non vengono più celebrati con inni entusiastici… si devono accontentare di incoraggiarsi l'un l'altro, ripetendosi che un lavoro estenuante è meglio che non lavorare affatto.  La motivazione che spinge degli uomini a mettere in pericolo la propria vita è il bisogno, la necessità di sopravvivere: l'istinto più primordiale nell'uomo che spinge uomini diversi per tradizione e religione alla difesa di se stessi e dei propri cari.

Un’opera di documentazione splendida ed essenziale, che restituisce dignità e rispetto a queste persone, veri eroi dimenticati. 

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venerdi 16 febbraio 2007 ore 21,00
KAALA PATTHAR (Pietra Nera)
Yash Chopra – India 1979 – 176 min - v.o.sott.inglese

Tre uomini diventano protagonisti nel mezzo di un disastro minerario in India: Vijay, ex capitano di marina congedato con disonore per aver abbandonato la sua nave con 300 passeggeri a bordo, e che ora sconta la sua umiliazione interiore lavorando in una pericolosa miniera; Mangal, un evaso che ha trovato lavoro nella miniera di carbone; Ravi, un ingegnere che fa del suo meglio per tentare di migliorare le pessime condizioni di lavoro, mettendosi in urto con il cinico padrone della miniera. Quando accade la catastrofe, e l’acqua invade i tunnel di scavo minacciando la vita di 400 minatori, Vijay verrà posto davanti alla scelta se riscattarsi in questa occasione, o “abbandonare la nave” di nuovo, mentre Ravi dovrà usare tutta la sua forza e immaginazione per trovare una via d’uscita che salvi gli uomini intrappolati.  Il film si è ispirato a un grave incidente realmente avvenuto in India.

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venerdi 23 febbraio 2007 ore 21,00
PREA TARZIU (Troppo Tardi)
Lucien Pintilie – Romania/Francia 1996 – 106 min - v.o.sott.francesi

Un procuratore fresco di nomina conduce una inchiesta sulle morti misteriose avvenute in una miniera di carbone, scoprendo poco a poco cose sgradite ai suoi dirigenti.  Su questo sfondo il regista traccia un abile quadretto del “modo di vita rumeno anni 90”, un paese metaforicamente accostato ad una miniera senza avvenire, con le gallerie condannate: allegoria sociopolitica, speranze disilluse, un posto dove nulla è più possibile tranne l’esilio, dove tutto arriva “troppo tardi”.

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venerdi 2 marzo 2007 ore 21,00
DEVIL’S MINER
(Basilio e la Montagna del Diavolo)
Kief Davidson/Richard Ladkani – USA/Germania 2005 - 82 min – versione tedesca

Il quattordicenne Basilio e suo fratello lavorano da anni, come tanti altri bambini, nella miniera d’argento boliviana situata sul Cerro Rico, la “Montagna del Diavolo”, famosa per avere il maggior numero di morti annuale rispetto ogni altra miniera.
Documentario pluripremiato ai festival che mostra, attraverso gli occhi e le parole dei due giovani protagonisti, il dramma dei bambini costretti per bisogno a lavorare nelle miniere: l’infanzia negata, le piccole gioie, le paure, le superstizioni, i sogni e le speranza di sfuggire a questo destino. Ma anche la devozione al vorace dio-diavolo delle viscere della miniera che bisogna ingraziarsi per riuscire a sopravvivere.
Oggi, nei 20.000 tunnel della miniera del Cerro Rico lavorano 9000 minatori di cui centinaia sono bambini, con scarso equipaggiamento e primitive protezioni.  La vita media di un minatore qui arriva ai 35-40 anni.