VENERDI 6 MAGGIO

ORE 21,00 ORE 22,30

L’AQUILONE (The Kite; Le cerf-volant) – Randa Chahal Sabbag – Libano 2003 – 80’- vers.orig. arabo sott. italiano
Il confine che separa due villaggi, uno libanese e uno annesso da Israele. Lamia è promessa a Samy, un cugino che vive nel territorio occupato, ma nessuno dei due ragazzi vuole questo matrimonio, imposto dalle famiglie. Lei infine va ad abitare nella nuova casa dall’altra parte del confine. Tra un passaggio e l’altro si innamora della guardia di vedetta al passaggio tra i due territori. La protagonista, figura vitale e ribelle, non si rassegna al suo destino, ma ritorna nel suo paese riattraversando il filo spinato e il campo minato, con un epilogo fantastico che consegna all'indefinito ogni interpretazione. Una storia di confine, di amore e libertà negata, lieve e fragile come l'aquilone che si libra in volo scavalcando reticolati e posti di blocco, oltre la guerra che distrugge tutto, un film di pura poesia.

RANA’S WEDDING – Hany Abu Assad - Palestina 2002 – 90’- v.o. arabo sott. inglesi
Rana è una 17enne musulmana che vive col ricco padre a Gerusalemme Est. Il padre vuole che si sposi, e le dà una lista di buoni partiti, incluso un avvocato, un ingegnere e un dottore, ma se non sceglierà uno di questi entro le 16,00 del giorno dopo, ora della partenza del suo aereo, dovrà seguire il padre in Egitto. Rana è giovane, indipendente e testarda: si ripromette di trovare il suo fidanzato Khalil (un regista teatrale) prima dell’ultimatum, e sposarlo. Da qui inizia la sua corsa ad ostacoli contro il tempo, tra soldati israeliani nelle strade, funerali di martiri, ckeckpoints, telecamere di sorveglianza e difficoltà burocratiche per ottenere le carte per il matrimonio. L’amore come unica speranza e antidoto contro paura, rabbia, morte e distruzione.

VENERDI 13 MAGGIO

ORE 21,00 ORE 22,30
TICKET TO JERUSALEM – Rashid Masharawi - Palestina 2002 – 90’ vers.ital.
Una coppia palestinese vive in un campo profughi nei pressi di Ramallah: lei è volontaria in un pronto soccorso della Mezzaluna Rossa, lui è un proiezionista che ogni giorno deve affrontare le interminabili file ai checkpoint che lo separano dalle scuole dove proietta vecchi film d'animazione per bambini, e il trasporto del proiettore e delle bobine dei film si fa sempre più difficile, finchè non decide di organizzare senza permesso una proiezione in un quartiere di Gerusalemme, una volta arabo ma ora abitato da israeliani. Un "atto sovversivo" più importante di quanto si pensi: sostituire ai sassi il lancio della propria memoria storica nel futuro, il cinema quale strumento di un processo storico rivolto alla giustizia. Un’azione culturale che documenta l'esistenza di un popolo ancora vivo, un film che afferma l'esigenza di rinascita di una cultura, la ricerca di una identità che vuol dire dignità.

LIVE FROM PALESTINE (Huna Sawt Filastin)– Rashid Masharawi – Palestina 2002 – 52’ vers. ital.
Con lo stile dei reportage di cronaca, il regista illustra la difficile situazione quotidiana degli operatori dei media palestinesi sotto occupazione, in particolare il giornalismo televisivo e radiofonico dell’emittente "Voce della Palestina", dall’informazione sulla vicenda della piccola Iman uccisa a pochi mesi di vita, fino all’attacco israeliano del 18 gennaio 2002 che fece saltare in aria l’edificio di 5 piani in cui era situata l’emittente, unica voce d’informazione alternativa alla propaganda dei media israeliani.
HAIFA – R. Masharawi – Palestina 1995 – 75’
La vita quotidiana in un campo profughi palestinese, attraverso la storia dell’eccentrico protagonista (interpretato dal famoso attore e regista palestinese Mohammad Bakri), un uomo interprete di una bizzarra follia, che incarna la memoria e il passato del suo popolo. Questo "pazzo del villaggio" viene chiamato Haifa, dal nome della città costiera che ha sempre sognato di visitare, ma non ha mai lasciato il campo per aver rifiutato il passaporto israeliano necessario per viaggiare. Un sogno impossibile: vivere dove si vuole, e nello stesso tempo rimanere palestinesi. Haifa "il pazzo" riflette i sogni degli altri abitanti del campo, presi tra il desiderio di pace e il desiderio di avere il proprio paese.

VENERDI 20 MAGGIO

ORE 21,00 ORE 22,30
WEST BEYROUTH – Ziad Doueiri - Libano 1998 – 107’ – v.o.sott.ital.
Il 13 aprile 1975 inizia ufficialmente la guerra civile libanese, con il massacro di un pullman di palestinesi.
Il contrasto tra la componente cristiana e quella musulmana del paese si esaspera a Beirut, con divisioni fra quartieri, vie e viuzze. Alla parte ovest musulmana sono legati i ricordi del regista, che vi ha vissuto fino al 1983, l'anno dell'invasione israeliana e della morsa della guerra civile. Gli anni dell'adolescenza, la guerra, la scoperta dell'amore e dell'amicizia, per i tre giovani protagonisti, testimoni della città che si spacca e della violenza che dilaga: con una camera super8 riprendono scene e vita della loro Beirut semidistrutta.
OLTRE LE SBARRE (Meachorei Hasoragim) – Uri Barbash – Israele 1984 – 100’- versione italiana
La convivenza forzata di detenuti politici e comuni in un carcere israeliano. La tensione tra detenuti arabi e israeliani è alta, alimentata con astuto cinismo dalla direzione. Ma in seguito a gravi fatti accaduti nel carcere, i due gruppi con i loro leader Uri e Issam (interpretato da M.Bakri) prendono coscienza della necessità di un fronte comune contro gli affari sporchi organizzati dal capo delle guardie e la repressione carceraria. Propongono uno sciopero della fame, e la quasi totalità dei detenuti aderisce alla protesta: una lotta senza distinzione di fede o di lingua, come segno di rivolta contro le crudeltà e i soprusi.

VENERDI 27 MAGGIO

ORE 21,00 ORE 22,30
CIVILISEES – Randa Chahal Sabbag - Libano 1999 – 97’ – v.o.sott.it.
Il Libano della guerra civile, storie di gente varia che sopravvive: un innamoramento impossibile tra un miliziano musulmano e una ingenua domestica cristiana, le cameriere srilankesi e le prostitute egiziane che vivono recluse in uno stabile e non possono lasciare il paese, la ricca Viviane che è ritornata in Libano per ritrovare le il suo amante, ecc… mentre l’esistenza di tutti gli abitanti del quartiere è legata agli umori di un cecchino ai piani alti di un palazzo sventrato, che gioca a carte e si prende cura di un cadavere... "Bene, noi mettiamo i cadaveri nelle valige, facciamo saltare in aria i gatti, ma siamo civilizzati!"
 
NOZZE IN GALILEA (Urs fil-Galil)– Michel Khleifi - Palestina/Belgio 1988 – 113’- versione italiana
In un villaggio arabo della Galilea occupato sotto coprifuoco il capo del villaggio deve organizzare la festa di matrimonio del figlio. Chiede al comandante militare israeliano di sospendere temporaneamente il coprifuoco perché tutto il villaggio possa festeggiare. La sospensione viene concessa, a patto che vengano invitati alle nozze anche lui e tre ufficiali, con il segreto intento di spiare i piani dei ribelli che organizzano attentati ai danni degli israeliani. Nel villaggio si scatena la protesta per questa ennesima ingerenza militare, e i giovani minacciano una ribellione armata.

In concomitanza con la rassegna di films palestinesi e libanesi:

DIBATTITO PUBBLICO SULLA SITUAZIONE ATTUALE DEL LIBANO

25 maggio 2005 ore 21,00

presso XM24 Via Fioravanti 24