in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne 25 novembre 2006

giovedì
23 novembre
ore 19,30

PROCESSO PER STUPRO
di Annabella Miscuglio – 1978 italiano – 63 minuti

Questo documentario trasmesso su Rai2 nel 1979 proviene dalle riprese delle due udienze del processo per lo stupro subito da Fiorella nel 1977, celebrato a Latina nelle udienze del 1978. La ragazza è difesa da Tina Lagostena Bassi e Grazia Volo che ottengono, nonostante le resistenze del Pubblico Ministero, la pubblicità del processo. Ed è proprio grazie al processo a porte aperte che le donne possono dimostrare, con la presenza in aula, la loro solidarietà alla donna violentata e le autrici possono effettuare le riprese. La richiesta dei Collettivi femministi di Latina e del Movimento di liberazione della donna di costituzione di parte civile è respinta in quanto non viene giuridicamente riconosciuto il danno subito dal movimento delle donne, a ciò fa seguito un’offerta di 2 milioni di lire a Fiorella come risarcimento del danno subito, una mazzetta rifiutata nettamente da vittima e avvocato, in nome della giustizia.
Gli stupratori sono “quattro bravi ragazzi sposati e con prole”, poi condannati al minimo della pena e scarcerati grazie alla libertà provvisoria. Il documentario registra i comportamenti degli imputati, di negazione del reato e svilimento della ragazza (tipici ancora oggi della mentalità maschilista che non accetta di essere messa sotto accusa per qualcosa che ritiene suo normale diritto, come molestare o stuprare donne), nonché le vergognose arringhe dei difensori (tra i quali l’avvocato già difensore di Izzo al processo per le violenze del Circeo), e gli insulti delle mogli madri e sorelle degli imputati verso la vittima, restituendoci con la sola potenza delle immagini l’ulteriore violenza consumata in aula contro questa donna.

ore 20,30

GRBAVICA
di Jasmila Zbanic – Bosnia 2005 – 90 minuti – italiano

Madre e figlia vivono a Sarajevo cercando di ricostruire la loro vita dopo i postumi della guerra. Esma si arrangia lavorando come cameriera in un night. La figlia Sara vuole partecipare ad una gita della scuola, un viaggio gratuito per i figli degli eroi di guerra, e quindi, convinta che il padre è morto in guerra, chiede alla madre il certificato che lo dimostra. 
Esma risponde in modo vago, e cerca di trovare i soldi per pagare la quota della gita. Quando Sara scoprirà che non risulta inserita nella lista dei figli degli eroi di guerra, chiederà spiegazioni alla madre, che a quel punto sarà costretta a raccontarle la verità.
Grbavica è un quartiere di Sarajevo che durante la guerra era sotto il controllo serbo-montenegrino ed era usato come campo di violenze e torture. La pratica dello stupro etnico è stata comunque appannaggio di tutte le parti in conflitto, e il film mostra la profondità e la persistenza del trauma di questo specifico tipo di violenza nella vita di una donna.
venerdi
 24 novembre ore 21,00

MATRUBHOOMI
di Manish Jha – India 2003 – 93 minuti – v.o. sott. italiano

Da un rapporto dell’Unesco si apprende che circa 50 milioni di donne indiane risultano disperse a causa della discriminazione di genere. L’idea del film è venuta dalla vicenda di un villaggio indiano dove a causa dell’infanticidio femminile la mancanza di donne è diventata cronica. Il regista si chiede quindi quanto potrà andare avanti questa “usanza” e cosa succede in una nazione senza donne.
La prima parte ha toni da commedia grottesca, mostrando un paese dove gli uomini la fanno da padroni, e dove senza donne si ricorre ad alternative come pornografia, omosessualità, travestimenti, violenza su animali. Ben presto però la commedia si trasforma in dramma nero. L’unica ragazza rimasta nel villaggio, che il padre aveva tenuto nascosta a tutti, alla prima buona occasione viene venduta e diviene merce di scambio, acquistata e sposata da cinque fratelli, che esercitano a turno i propri diritti coniugali. In un crescendo di abusi e violenze sempre più infernali, si arriverà ad un finale apocalittico con sequenze splatter che coinvolgerà tutto il villaggio.
Premio Fipresci al Festival di Venezia del 2003. La condizione delle donne era al centro anche del primo scioccante cortometraggio di M.Jha, A Very Silent Film (premio giuria Festival di Cannes 2002).

sabato
 
25 novembre ore 22,00

BANDIT QUEEN
di Shekhar Kapur – India 1994 – v.o. sott. inglese – 120 minuti

La sconcertante vita di PHOOLAN DEVI (1963-2001), da capobanda criminale a membro del Parlamento indiano.
Nata di bassa casta, a 11 anni viene stuprata dal marito a cui era stata venduta dai genitori. Poi fughe, traversie, abusi subiti, prigione, fino a che non diviene l’amante di un capobanda. Quando costui muore, lei ne prende il posto e comincia la sua vasta carriera criminale. Le sue imprese sono spesso a favore degli oppressi e in vendetta di torti subiti. Tra i suoi numerosi assassinii, ordinò l’uccisione di 30 uomini Thakur di alta casta, e questo massacro con toni di lotta di classe ne fece una specie di eroina nazionale per la popolazione di bassa casta. Dopo essere scampata alla cattura per 5 anni, si arrese poi alla polizia, alle proprie condizioni, davanti a una folla di 10.000 sostenitori che la acclamavano. Rimase in carcere 11 anni, durante i quali fu sottoposta a sterilizzazione forzata. Nel 1994 fu liberata per la grande pressione popolare.
Nel 1996 entra in Parlamento, per lottare a favore dei diritti delle donne e dei bassacasta. Ma è costantemente minacciata di morte dagli esponenti delle alte caste, e nel 2001 viene infine assassinata sui gradini di casa sua.