giovedì
23
novembre
ore 19,30 |
PROCESSO PER STUPRO
di Annabella Miscuglio – 1978 italiano – 63 minuti
Questo documentario
trasmesso su Rai2 nel 1979 proviene dalle riprese delle due udienze del
processo per lo stupro subito da Fiorella nel 1977, celebrato a Latina
nelle udienze del 1978. La ragazza è difesa da Tina Lagostena Bassi e
Grazia Volo che ottengono, nonostante le resistenze del Pubblico
Ministero, la pubblicità del processo. Ed è proprio grazie al processo a
porte aperte che le donne possono dimostrare, con la presenza in aula, la
loro solidarietà alla donna violentata e le autrici possono effettuare le
riprese. La richiesta dei Collettivi femministi di Latina e del Movimento
di liberazione della donna di costituzione di parte civile è respinta in
quanto non viene giuridicamente riconosciuto il danno subito dal movimento
delle donne, a ciò fa seguito un’offerta di 2 milioni di lire a
Fiorella come risarcimento del danno subito, una mazzetta rifiutata
nettamente da vittima e avvocato, in nome della giustizia.
Gli stupratori sono “quattro bravi ragazzi sposati e con prole”, poi
condannati al minimo della pena e scarcerati grazie alla libertà
provvisoria. Il documentario registra i comportamenti degli imputati, di
negazione del reato e svilimento della ragazza (tipici ancora oggi della
mentalità maschilista che non accetta di essere messa sotto accusa per
qualcosa che ritiene suo normale diritto, come molestare o stuprare
donne), nonché le vergognose arringhe dei difensori (tra i quali
l’avvocato già difensore di Izzo al processo per le violenze del
Circeo), e gli insulti delle mogli madri e sorelle degli imputati verso la
vittima, restituendoci con la sola potenza delle immagini l’ulteriore
violenza consumata in aula contro questa donna.
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| ore
20,30 |
GRBAVICA
di Jasmila Zbanic – Bosnia 2005 – 90 minuti – italiano
Madre e figlia vivono a Sarajevo
cercando di ricostruire la loro vita dopo i postumi della guerra. Esma si
arrangia lavorando come cameriera in un night. La figlia Sara vuole
partecipare ad una gita della scuola, un viaggio gratuito per i figli
degli eroi di guerra, e quindi, convinta che il padre è morto in guerra,
chiede alla madre il certificato che lo dimostra.
Esma risponde in modo
vago, e cerca di trovare i soldi per pagare la quota della gita. Quando
Sara scoprirà che non risulta inserita nella lista dei figli degli eroi
di guerra, chiederà spiegazioni alla madre, che a quel punto sarà
costretta a raccontarle la verità.
Grbavica è un quartiere di Sarajevo che durante la guerra era sotto il
controllo serbo-montenegrino ed era usato come campo di violenze e
torture. La pratica dello stupro etnico è stata comunque appannaggio di
tutte le parti in conflitto, e il film mostra la profondità e la
persistenza del trauma di questo specifico tipo di violenza nella vita di
una donna.
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venerdi
24
novembre ore 21,00 |
MATRUBHOOMI
di Manish Jha – India 2003 – 93 minuti – v.o. sott. italiano
Da un rapporto dell’Unesco si apprende
che circa 50 milioni di donne indiane risultano disperse a causa della
discriminazione di genere. L’idea del film è venuta dalla vicenda di un
villaggio indiano dove a causa dell’infanticidio femminile la mancanza
di donne è diventata cronica. Il regista si chiede quindi quanto potrà
andare avanti questa “usanza” e cosa succede in una nazione senza
donne.
La prima parte ha toni da commedia grottesca, mostrando un paese dove gli
uomini la fanno da padroni, e dove senza donne si ricorre ad alternative
come pornografia, omosessualità, travestimenti, violenza su animali. Ben
presto però la commedia si trasforma in dramma nero. L’unica ragazza
rimasta nel villaggio, che il padre aveva tenuto nascosta a tutti, alla
prima buona occasione viene venduta e diviene merce di scambio, acquistata
e sposata da cinque fratelli, che esercitano a turno i propri diritti
coniugali. In un crescendo di abusi e violenze sempre più infernali, si
arriverà ad un finale apocalittico con sequenze splatter che coinvolgerà
tutto il villaggio.
Premio Fipresci al Festival di Venezia del 2003. La condizione delle donne
era al centro anche del primo scioccante cortometraggio di M.Jha, A Very
Silent Film (premio giuria Festival di Cannes 2002). |
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sabato
25
novembre ore 22,00 |
BANDIT QUEEN
di Shekhar Kapur – India 1994 – v.o. sott. inglese – 120 minuti
La sconcertante vita di PHOOLAN DEVI
(1963-2001), da capobanda criminale a membro del Parlamento indiano.
Nata di bassa casta, a 11 anni viene stuprata dal marito a cui era stata
venduta dai genitori. Poi fughe, traversie, abusi subiti, prigione, fino a
che non diviene l’amante di un capobanda. Quando costui muore, lei ne
prende il posto e comincia la sua vasta carriera criminale. Le sue imprese
sono spesso a favore degli oppressi e in vendetta di torti subiti. Tra i
suoi numerosi assassinii, ordinò l’uccisione di 30 uomini Thakur di
alta casta, e questo massacro con toni di lotta di classe ne fece una
specie di eroina nazionale per la popolazione di bassa casta. Dopo essere
scampata alla cattura per 5 anni, si arrese poi alla polizia, alle proprie
condizioni, davanti a una folla di 10.000 sostenitori che la acclamavano.
Rimase in carcere 11 anni, durante i quali fu sottoposta a sterilizzazione
forzata. Nel 1994 fu liberata per la grande pressione popolare.
Nel 1996 entra in Parlamento, per lottare a favore dei diritti delle donne
e dei bassacasta. Ma è costantemente minacciata di morte dagli esponenti
delle alte caste, e nel 2001 viene infine assassinata sui gradini di casa
sua. |
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