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Cinerassegna sull'Africa con films d'autore, documentari d’inchiesta e denuncia, reportages giornalistici, produzioni cinematografiche mainstream occidentali vecchie e nuove. |
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SALAVISIONI XM24 |
SECONDA PARTE:
| gio 22/11/07 - ore 21,00 |
U-CARMEN E-KHAYELITSHA
Mark Dornford-May – Sudafrica 2005 – 120’ – v.or.xhosa sott.inglese Una versione cinematografica in chiave sudafricana dell’opera lirica Carmen di Bizet (il film ha avuto l’Orso d’Oro al Festival di Berlino), in cui il libretto di Bizet è stato interamente tradotto e riadattato in dialetto locale xhosa, alternando alle celebri arie liriche alcune musiche locali. Carmen, forte e sicura di sé, lavora con altre donne in una fabbrica di sigarette del sobborgo sudafricano di Khayelitsha. Dopo una rissa con una collega, viene arrestata e affidata al sergente Jongi, che ella aveva già una volta tentato di provocare e sedurre. Jongi si innamora follemente e lascia la polizia per seguire Carmen nella vita, ai limiti della legalità, che la donna conduce nella township. La gelosia del sergente e la tendenza all’autodistruzione di Carmen porteranno i due amanti alla rovina. |
| ven 23/11/07 - ore 21,00 |
BOPHA !Morgan Freeman – USA 1993 – 114’ – vers.francese L’esordio alla regia per l’attore Morgan Freeman. Micah Mangena è un sergente delle forze di polizia sudafricane, cieco sostenitore dello status quo. Ma il terribile conflitto che lacera il tessuto sociale del Sud Africa nel 1980 sta per mandare in frantumi anche il suo mondo. Suo figlio ha preso coscienza del fatto che il sistema dell’apartheid è il male… e che Micah è parte di quel sistema. “Bopha” è una parola Zulu che significa “arresto, detenzione”. Per il regime oppressivo è uno strumento di potere. Per le crescenti folle di attivisti, un grido di protesta. |
| sab 24/11/07 - ore 21,00 |
ore 22,30 |
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THE MAN WHO DROVE WITH MANDELA Greta Schiller – UK/USA 1998 – 82’ – v.or.inglese sott.italiano Quando nel 1962 Nelson Mandela viaggiava in incognito attraverso il Sudafrica per organizzare la resistenza armata al regime, la sua identità di copertura era quella di autista di un distinto uomo bianco. Quell’uomo era Cecil Williams (1909-1979), uno tra i maggiori registi teatrali di Johannesburg, militante nella lotta contro l’apartheid, e omosessuale. Durante e dopo la Seconda Guerra mondiale Williams fu attivista di spicco nell’organizzazione antifascista Springbok League ed anche nel Partito Comunista Sudafricano. Negli anni ’50 lavorò per il Congresso dei Democratici (alleato dell’African National Congress). Costretto alla clandestinità insieme a Nelson Mandela quando quest’ultimo rientrò illegalmente nel paese dal Botswana come capo del braccio armato dell’ANC, Williams fu arrestato presso Pietermaritzburg nel 1962. Fuggì in esilio in Gran Bretagna con il suo amante scozzese, e là morì nel 1978. Anche Mandela venne arrestato nel 1962, condannato all’ergastolo e liberato 28 anni dopo, nel 1990. I leaders dell’ANC hanno attribuito a C.Williams il merito di aver avuto un impatto determinante sulla loro comprensione dell’omosessualità, preparando il terreno all’adozione di politiche per i diritti degli omosessuali da parte dell’ANC alla fine degli anni 80. |
COUNTRY OF MY SKULL
John Boorman – UK/Sudafrica 2003 – 100’ – vers.italiana Un giornalista del Washington Post, viene spedito in Sud Africa dal suo editore per intervistare il più famoso torturatore della polizia durante il periodo dell’apartheid, e seguire le udienze della commissione per la verità e la riconciliazione. Tratto dal libro omonimo di Antjie Krog. Una produzione mainstream mediocre, in confronto a RED DUST di Tom Hooper, film molto migliore sulla stessa tematica. |
| gio 29/11/07 - ore 21,00 |
RED DUSTTom Hooper – Sudafrica/USA 2004 – 110’ La vicenda di Red Dust, tratta dal romanzo omonimo di Gillian Slovo, è ambientata nel Sudafrica del post-apartheid, durante uno dei processi del “Truth & Reconciliation Commission” indetti per evitare lo scoppio di una guerra civile tra la maggioranza nera del paese e la minoranza bianca che fino a non molto tempo prima deteneva il potere. Tali processi prevedono la piena amnistia per gli esponenti delle forze di sicurezza del vecchio regime che ammettono completamente i propri crimini (compresi la tortura e l’omicidio) davanti ad una commissione di giudici. A questo speciale tribunale si rivolge il poliziotto Dirk Hendricks, accusato di sevizie, e sospettato per la scomparsa di un giovane esponente dell’ANC, Steve Sizela; ma un amico di quest’ultimo, l’attivista politico Alex Mpondo, si oppone alla richiesta di amnistia. A rappresentarlo nella sua battaglia legale è la giovane avvocatessa Sarah Barcant, di origini sudafricane, che era fuggita a New York anni prima. Il film ricostruisce lentamente, attraverso le fasi del processo, i terribili giorni di torture vissuti da Mpondo e dal suo amico. Nella vicenda si insinuano a mano a mano nuovi particolari che gettano ombre sulla posizione della “vittima” e più in generale sul significato vero della Giustizia. Un grande film interessante e controverso. |
| ven 30/11/07 - ore 21,00 |
HIS BIG WHITE SELFNick Broomfield – UK 2006 – 93’ – v.or.inglese Un movimentato e sconcertante ritratto del leader filonazista sudafricano Eugene Terreblanche, esponente della white supremacy durante gli anni dell’apartheid. Il regista aveva già precedentemente realizzato un documentario su di lui (“The Leader, The Driver And The Driver’s Wife”) nel 1991, indispettendolo talmente da riceverne in cambio minacce di morte e intimidazioni terroristiche. Quindici anni dopo ha però sentito la necessità di tornare a filmare questo personaggio e i suoi seguaci, realizzando un altro imperdibile video che documenta come anche nel Sudafrica post-apartheid sopravvivano ancora queste ideologie e la tenacia in questo “credo”. |
| sab 1/12/07 - ore 21,00 |
ore 22,30 |
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TSOTSI Gavin Hood – Sudafrica 2005 – 91’ – vers.italiana Un giovane e spietato gangster vive in una baraccopoli alla periferia di Johannesburg. La sua vita fatta di rapine e pestaggi a sangue cambia improvvisamente quando, dopo aver rubato l’auto, e sparato ad una ricca donna, trova nel sedile posteriore un bebè. Costretto, ma al contempo lieto di doversene prendere cura per non farsi scoprire ed arrestare, il giovane farà dell’occasione il pretesto per la sua redenzione… Tsotsi è un film globalizzato, siamo in Africa, ma potremmo essere nel Bronx newyorkese. Nessun accenno all’apartheid (gli unici ricchi a vedersi sono di colore), quel che si denuncia sono le condizioni in cui si trovano a dover crescere i bambini senza (o con pessimi) genitori. Un viso e uno sguardo (quelli del protagonista Tsotsi) impenetrabili, montaggio veloce ed “energetico”. |
CATCH A FIRE Phillip Noyce – UK/Sudafrica/USA/Fr 2006 – 101’ – vers.italiana Patrick Chamusso, operaio della Secunda Oil Refinery, è un uomo che non si occupa di politica. Però, nel clima di grande tensione razziale in Sudafrica negli anni 80, viene arrestato, ed accusato ingiustamente di aver partecipato all’attentato contro la raffineria petrolifera in cui lavora, nonostante ciò sia avvenuto proprio nel giorno in cui lui era in permesso. Patrick ha quindi un alibi, ma preferisce confessare di aver partecipato all’attentato, quando viene a sapere che la polizia ha torturato brutalmente sua moglie. Quando un poliziotto meno crudele degli altri capisce la verità, lo rilascia, ma Patrick ormai é così disilluso e disperato che decide veramente di unirsi all’African National Congress, offrendosi volontario per il prossimo attentato. |
| gio 6/12/07 - ore 21,00 |
ore 22,00 |
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LE RETOUR DE L'ONCLE BELGE P.Dutilleul – Belgio 2004 – 62’ – v.o.fr. Un interessante documento sull’azione degli istruttori militari belgi e francesi in R.D.Congo durante la missione “Avenir” nel 2004. Il presidente congolese Joseph Kabila nel settembre 2003 sollecita l’assistenza militare del Belgio (ex-padrone coloniale del Congo) in un quadro di “partenariato”, al fine di fondare un nuovo esercito nazionale riunendo le 4 grandi fazioni armate rivali che hanno scatenato la guerra civile in Congo negli ultimi anni: le Forces Armées Congolaises (FAC) vicine al governo, le truppe del Rassemblement Congolais pour la Démocratie (RCD) sostenuto dal Rwanda, i combattenti del Mouvement de Libération du Congo (MLC) alleato dell’Uganda, e i Mai-Mai (miliziani attivi nelle foreste). L’unificazione militare era una delle condizioni richieste dal processo di pace imposto dagli accordi di Pretoria (Sudafrica) nel dicembre 2002. A livello politico questa unificazione avrebbe poi dovuto condurre il paese alle elezioni democratiche del giugno 2005. ![]() Il Belgio ha perciò inviato un distaccamento di 200 istruttori militari nella città martire di Kisangani, per la formazione della prima Brigata congolese mista, composta da tre battaglioni di 888 militari, e questa nuova unità viene destinata all’apprendimento delle tecniche di peacekeeping (molti belgi fanno parte della MONUC, la missione ONU incaricata del peacekeeping in Congo), al fine di essere poi impiegata nella martoriata e instabile regione dell’Ituri. |
CONGO NA BISO C.D.Liedekerke/Y.Muller – Belgio 2006 – 52’ – v.o.fr Cinque antichi nemici si contendono il potere alla vigilia delle elezioni in Congo: il presidente Kabila e quattro vicepresidenti ciascuno di loro alleato con Ruanda, Uganda o oppositori. Il popolo esige la democrazia,
l’ONU osserva. Il film ci mostra l’epoca post-Mobutu, la sua
disillusione ma anche il suo fervore. Da Kinshasa agli angoli più lontani
di questo grande paese che è l’ex-Zaire, tutti testimoniano la
difficoltà di instaurare una vera democrazia nel paese. Il Congo,
saccheggiato da tutti, dai propri dirigenti ai Paesi vicini, martoriato da
anni di guerra civile, si riprenderà?ore 23,00 |
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ven 7/12/07 - ore 21,00 |
WHITE
KING, RED RUBBER, BLACK DEATHPeter Bate – Belgio 2003 – 108’ – v.or.fr. La pagina nera del colonialismo belga: come Re Leopoldo II del Belgio trasformò il vastissimo territorio del Congo in un suo possedimento personale, tra il 1885 e il 1908. Sotto il suo controllo, il Congo divenne un campo di lavoro forzato di terribili brutalità: torture, mutilazioni, stragi. Mentre il sovrano si atteggiava a protettore degli Africani dagli schiavisti arabi, in realtà plasmava un impero del terrore basato sulla raccolta della gomma. Il governo belga non ha gradito questo documentario, che dipinge Leopoldo come un precursore morale di Hitler, reponsabile dello sterminio di 10 milioni di persone durante il rapace sfruttamento delle ricchezze naturali del Congo. Nelle strade di Bruxelles si possono ammirare tanti bellissimi e grandiosi monumenti, ma nulla, neppure una targa, ci ricorda che sono stati costruiti con la ricchezza depredata al Congo e con il sangue dei congolesi. Se i congolesi oggi non fossero così indeboliti da guerre civili e disastri storici avrebbero potuto far sentire forte la loro voce, ed essere riconosciuti storicamente, come già gli Ebrei e gli Afroamericani, uno dei più grandi olocausti della storia. Invece, ancora troppo pochi conoscono la gravità di questo passato. Nel frattempo, Leopoldo viene ancora considerato un grande re, “civilizzatore di selvaggi”, e una nuova statua in suo onore è stata recentemente eretta in Belgio. Perciò, chi guarda l’odierna situazione in Congo e inorridisce per le atrocità della recente guerra civile, dovrebbe anche interrogarsi sul quando e chi fu a introdurre per primo la barbarie in questo paese. |
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sab 8/12/07 - ore 21,00 |
ore 22,00 |
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CONGO: THE RIVER THAT SWALLOWS ALL
RIVERS |
HEART
OF DARKNESSNicolas Roeg – USA 1994 – 100’ – vers.italiana Tratto dal romanzo omonimo del 1902 di Joseph Conrad: la raffigurazione degli abissi d’atrocità di cui è stata capace la rapacità coloniale europea, e lo sguardo occidentale carico di esotico su un paese allora misterioso, sconosciuto e pieno d’insidie. Su incarico di una compagnia di traffici belga, il capitano Marlowe risale il fiume Congo per arrivare fino alla Stazione Interna, quella gestita dal leggendario Kurtz come ultimo isolato avamposto. Le ultime notizie su questo personaggio sono vaghe, frammentarie e inquietanti. Forse nasconde grandi quantitativi d’avorio, forse è impazzito, o forse è morto. Questo è il film che Orson Welles avrebbe voluto fare, e che invece girò Coppola chiamandolo “Apocalypse now”. Nicolas Roeg lo adatta per la Tv correttamente, ma senza grandi voli, anche se il cast era promettente (tra gli attori: Tim Roth, Isaac De Bankole, John Malkovich). |
| gio 13/12/07 - ore 21,00 |
NHA FALA
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| ven 14/12/07 - ore 21,00 |
HYENES
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| sab 15/12/07 - ore 21,00 |
CATCH A FIRE
Phillip Noyce – Sudafrica/USA/UK 2006 – 100’ – italiano
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| gio 20/12/07 - ore 21,00 | ore 22,30 |
LE BALLON D’OR
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KEITA l’heritage du griot
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| ven 21/12/07 - ore 21,00 |
CEDDO
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| gio 27/12/07 - ore 21,00 |
CAMP DE THIAROYE
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