![]() |
|
Rassegna tematica
sull'Africa dall'11 ottobre al 21 dicembre 2007 |
|
| In
occasione del ventennale dell'assassinio di Thomas
Sankara (15 ottobre 1987) la rassegna si apre con una serie di films e documentari dal Burkina Faso. Si invita alla firma della petizione "Giustizia per Sankara": http://www.ipetitions.com/petition/Sankara20/ http://www.sankara20ans.net |
Proiezioni gratuite presso SALAVISIONI
XM24 |
| gio 11/10/07 - ore 21,00 | ore 22,30 |
OUAGA SAGA Dani Kouyaté Burkina Faso 2004 85 v.or.fr. Commedia urbana sulla realtà del Burkina di oggi, dove in un universo positivo e gioviale coesistono preoccupazioni economiche, disoccupazione giovanile e volontà di riuscita. La città di Ouagadougou è la protagonista, con la sua vitalità e il suo dinamismo, larte dellarrangiarsi e lamore per il cinema. Gli effetti speciali accentuano il tono leggero e comico del film, dandogli il sapore del racconto popolare magico. THOMAS SANKARA B.Bakupa Kanyinda R.D.Congo 1991 doc 26 v.or.fr. Ritratto di un leader africano che ha tentato di cambiare il volto del continente (1949-1987). LAlto Volta, ex-colonia francese indipendente dal 1963, viene battezzato Burkina Faso nel 1984 (Paese degli uomini integri) durante la rivoluzi one burkinabé condotta dal Capitano
Thomas Sankara: gli occhi del mondo si volgono a questo
piccolo paese che tenta un cambiamento politico-economico
originale e potente, un sogno fino allora mancato dai
vari Lumumba, Nkrumah, Cabral. Ma il 15 ottobre 1987
Sankara viene assassinato da truppe agli ordini del suo
braccio destro Blaise Compaoré, che diverrà presidente,
dopo averlo seppellito in una sconosciuta fossa
comune
Una speranza di riscatto sociale per un
intero paese, bruscamente interrotta. |
MOI ET MON BLANC Pierre Yameogo Burkina Faso/Fr/Svizz 2004 90 v.or.fr.sott.italiano Uno studente burkinabé a Parigi da sei mesi non riceve più la borsa di studio dal suo paese e non può rinnovare il permesso di soggiorno. Per sopravvivere diventa lavoratore clandestino e fa il guardiano notturno in un parcheggio, scoprendo un universo di prostituzione e spaccio. Un giorno trova un pacchetto nascosto da due trafficanti, e si tiene il conten uto. Braccati dai banditi, lui e un suo
collega devono fuggire, prima in periferia, poi più
lontano, direttamente in Burkina
Commedia leggera e
irriverente di critica sociale. |
| ven 12/10 - ore 21,00 | ore 22,00 |
| UN HOMME INTEGRE A LOMC J.P.Lepers - Francia 2003 - doc 55 v.or.fr. François Traoré, agricoltore burkinabé, ha saputo dar vita alla piu grande organizzazione africana dei produttori di cotone, difendendo i diritti dei coltivatori nei consessi internazionali, come la Conferenza Generale dellOMC/WTO a Cancun nel 2003, dove ha portato (invano) le istanze dei produttori del terzo mondo nella guerra del cotone di Europa e USA contro i produttori africani di Mali, Ciad, Benin e Burkina. Da questo video appare chiarissima la profonda ipocrisia degli aiuti internazionali ai pvs, quando la realtà è invece il totale impedimento, imposto dai paesi ricchi, ad un loro normale sviluppo economico autonomo. |
BAMAKO Abderrahmane Sissako Mali/Fr 2006 115- v.or.fr. Le vicende personali di una coppia in crisi, lei cantante, lui disoccupato, si mescolano agli atti di un tribunale pubblico nel cortile di una casa di Bamako: con citazioni da Aimé Césaire, il regista firma il suo processo alle istituzioni finanziarie internazionali (FMI e Banca Mondiale). I rappresentanti della società civile africana denunciano e mettono sotto processo il debito insensato, e insostenibile, che indebolisce il continente: alle parole sussurrate dei suoi film precedenti, Sissako oppone stavolta la potenza e lurgenza del grido. Ma il regista denuncia nello stesso tempo la complicità dei poteri africani e di una parte della cosiddetta élite del continente, come si vede dal finto western allafricana incastonato come un piccolo gioiello allinterno del film e in
cui è lui stesso uno degli attori, insieme ad altri
registi tra cui Danny Glover e Elia Suleiman: per
ricordarci, in maniera ironica e cinefila, che le
responsabilità sono sempre condivise. |
| gio 18/10/07 - ore 21,00 | ore 22,30 |
| TASUMA D.Kollo Sanou Burkina/Fr 2004 90 v.or.fr. Le vicende di un veterano della II°Guerra mondiale, Sogo Sanon, che ormai da 50 anni periodicamente si reca dal suo villaggio a Bobo Dioulasso, in cerca di una improbabile (ma ben meritata) pensione di guerra. Mai scoraggiato, anzi convinto che a breve riceverà il denaro, Sogo non esita a indebitarsi per comprare il mulino sognato dalle d onne del suo villaggio. Quando
viene gettato in prigione per insolvenza, le donne del
villaggio manifestano per la sua liberazione. Per
denunciare il problema dei veterani di guerra il regista
ha scelto la dolcezza sottile della cronaca di paese,
anziché il tono requisitorio dei più noti Camp de
Thiaroye e Indigenes. |
HEREMAKONO Abderrahmane Sissako Mauritania/Fr 2002 - 90 v.or. Un piccolo villaggio di pescatori, quello di Nouadhibou, sulla costa della Mauritania, e il
deserto; una comunità che vive ai margini, là dove
bisogna riconsiderare il ritmo dello stare nel mondo. Nel
tempo sospeso, interiore e esteriore, si inscrive
questopera di leggiadro humour e inscalfibile
leggerezza. Il giovane Abdallah vi arriva per far visita
alla madre prima di emigrare in Europa. Nellattesa
di ripartire, il ragazzo, che non conosce la lingua
locale, osserva silenzioso e solitario luniverso
che lo circonda. La vita scorre lenta, sospesa tra
desiderio e melanconia, in attesa di unipotetica
felicità. |
| ven 19/10 - ore 21,00 | ore 23,00 |
| FATOU LA MALIENNE L.Milebo/D.Vigne Francia 2001 100- v.or.fr. Fatou, una giovane parigina di origine maliana, vive con i genitori e il fratello. Appena diplomata, decide di non andare alluniversità, come vorrebbero i suoi, ma di dedicarsi al lavoro che le piace: creatrice di acconciature. I parenti però non vedono di buon o cchio la sua indipendenza e
determinazione, e le chiedono invece di sposarsi e fare
una famiglia. Lei rifiuta, troppo presa dai suoi progetti
di lavoro. Allora i familiari organizzano a sua insaputa
il matrimonio con un giovane produttore musicale appena
arrivato dallAfrica
Un film che ha scatenato
molte polemiche nella comunità maliana in Francia. |
DAKAN Mohamed Camara Guinea 1997 87 v.or.sott.inglese Due studenti di Conakry non sanno dove trovare un luogo per poter passare il tempo insieme, mentre i genitori vietano loro di vedersi. M a la lontananza ha effetti
pesanti su entrambi, nonostante i tentativi delle
famiglie di recuperarli ad una morale sociale
normale. E stato il primo lungometraggio
girato sul tema dellomosessualità nellAfrica
subsahariana: una reintepretazione del conflitto di Romeo
e Giulietta tra amore e convenzioni sociali. Il regista
lha concepito come un omaggio a chiunque esprima il
proprio amore in qualsiasi modo, nonostante gli ostacoli
frapposti dalla repressione sociale. |
| gio 25/10/07 - ore 21,00 | ore 22,30 |
| GENERAL IDI AMIN DADA Barbet Schroeder Francia/Svizz 1974 90 v.or.inglese ![]() In questo documentario, il dittatore pazzo Idi Amin, che ha oppresso ferocemente lUganda dal 1971 al 1979, e che non ha mai autorizzato sue biografie, accetta che una troupe straniera lo filmi o lo intervisti. Davanti alle telecamere parla delle sue idee in campo politico ed economico, ed appare chiaro anche il suo modo atroce e totalitario di governare il paese, eliminando chiunque non la pensi come lui. La cosa stupefacente è che luscita di questopera era subordinata allautorizzazione del dittatore, che lha concessa (senza neppure rendersi conto di quale atto daccusa contro di lui fosse in realtà). |
THE RISE AND FALL OF IDI
AMIN Sharad Patel UK/Kenya 1981 97 v.or.inglese Fiction biografica con attori kenyoti. Dal colpo di Stato contro Milton Obote, alla conservazione in frigo delle teste degli oppositori trucidati, alla cacciata improvvisa di tutti gli immigrati asiatici del paese, al raid di Entebbe del 1976, al suo paragone vanitoso con Hitler, questo film mostra tutte le atrocità e le follie che questo regime ha compiuto contro i suoi abitanti, sterminando almeno 300.000 ugandesi. |
| ven 26/10/07 - ore 21,00 | ore 22,00 |
DARFUR LOMBRE DUN
GENOCIDE |
UGANDA RISING ![]() P. McCormack/J.J.Miller Canada 2006 90- v.or.inglese E piu facile costruire bambini forti che riparare uomini distrutti. Con questa citazione da Frederick Douglass si apre questo documento su un pezzo dellattuale storia africana, in particolare i 20 anni da quando il governo ugandese di Y.Museveni combatte contro lesercito del visionario religioso Joseph Kony, il Lords Resistance Army, tristemente famoso per il reclutamento forzato di 25.000 bambini costretti a commettere ogni sorta di atrocità per restare vivi, o usati come carne da macello negli assalti o nei percorsi minati. Un proverbio africano dice: quando due elefanti combattono, è lerba che rimane ferita, e in questo scenario gli elefanti sono molti: esercito governativo ed esercito dei ribelli, il Fondo Monetario, le Nazioni Unite, il colonialismo, la guerra al terrore post11/9 e il risultato è la catastrofe per la popolazione civile del nord dellUganda e del sud Sudan, in particolare i bambini. |
| sab 27/10/07 - ore 21,00 | ore 23,00 |
| DARK OF THE SUN (Le dernier train du Katanga) J.Cardiff - UK 1968 100 v.or.inglese ![]() Un piccolo solido film di guerra che si svolge in un contesto poco consueto nel genere, lindipendenza del Congo belga: un manipolo di mercenari riceve lincarico dal nuovo presidente del Congo di trovare lo stock di diamanti di una compagnia mineraria straniera in una regione controllata dai ribelli, in un paese dove regnano guerra civile, caos e desolazione, uno scenario dove non è facile esaltare azioni eroiche o sentimenti patriottici. Nel film sono presenti stereotipi e razzismo evidenti, peraltro ricorrenti in questo genere di produzioni. |
BLOOD DIAMOND (diamanti di sangue) Edward Zwick USA 2006 143 vers.italiana All'interno della terribile guerra civile in Sierra Leone nel 1999, si incrociano i destini di un traffi cante di diamanti e venditore di
armi e di un contadino che ha rinvenuto e nascosto un
grosso diamante. Il kolossal hollywoodiano alle prese con il tentativo di impegno civile. |
gio 1/11/07 - ore 21,00 |
MOBUTU ROI DU ZAIRE Thierry Michel Belgio/Fr 1999 150- v.or.francese Il ritratto del dittatore dellex-Zaire, oggi Congo: come è stato possibile che un giovane sergente dellesercito coloniale divenisse in un quarto di secolo uno degli uomini piu ricchi del mondo, regnando su un paese devastato dalla corruzione. Mobutu prende il potere con un colpo di Stato nel settembre 1960, collaborando con la CIA e i belgi per far fuori il suo vecchio compagno di partito Patrice Lumumba, che era Primo Ministro dellex-Congo belga dallindipendenza del paese nel giugno 1960. Ha governato con il terrore per diventare guida suprema, ha accumulato ricchezze indecenti davanti alla miseria del suo paese, ribattezzato Zaire. Il documentario lascia al personaggio la sua opacità, il suo mistero, la sua aura felina che era il suo simbolo: il leopardo (per tutta la vita ha reagito da felino, mai attaccando frontalmente i suoi avversari, ma eliminandoli alle spalle di sorpresa). Negli anni 90 il cancro lo debilita, e nel 1997 lascia il potere dopo una rivolta armata. |
ven 2/11/07 - ore 21,00 |
MURDER COLONIAL STYLE Thomas Giefer Germania 2000 doc 45 - vers.italiana Con titolo cambiato, una versione televisiva italiana sulla base del documentario di denuncia di Giefer sugli intrighi tra CIA e servizi segreti belgi per assassinare il Primo Ministro del Congo indipendente, Patrice Emery Lumumba, troppo pericoloso per gli interessi occidentali. ore
22,00 |
| gio 8/11/07 - ore 21,00 |
SOMETIMES IN APRIL (Accadde in aprile) Raoul Peck Fr/USA/Rwanda 2005 139 vers.italiana Girato in Ruanda nei luoghi dove si compi il genocidio del 1994. Due fratelli in una storia alla Caino e Abele: Augustin Muganza, militare hutu dellesercito ruandese, si rifiuta di credere che un bagno di sangue sia imminente, come i bravi tedeschi che non credettero che i loro connazionali potessero arrivare allo sterminio, finchè non fu troppo tardi. Suo fratello Honoré invece è un DJ radiofonico che istiga allodio etnico per leliminazione degli scarafaggi Tutsi. Dieci anni dopo il genocidio, Honoré è alla sbarra per crimini di guerra nel tribunale di Arusha, e chiede al fratello Augustin (che ha perso moglie e figli) di andare a trovarlo. Un grande film, che suscita emozioni intense e spinge alla riflessione (come il precedente film di Peck, Lumumba) sui colonialismi occidentali, su guerre ed economie globali. Gli antefatti sono riassunti allinizio del film: prima dellarrivo dei colonizzatori belgi, hutu e tutsi condividevano la stessa lingua e la stessa terra. Poi i belgi imposero di scrivere il gruppo etnico sui documenti, dividendo la gente e costruendo un nemico, utile per mantenere il controllo sul paese, elevando i Tutsi al rango di collaboratori privilegiati: i tutsi erano i ricchi, gli hutu gli emarginati, secondo il meccanismo che regola tutte le politiche coloniali. Quando i Belgi se ne andarono nel 1959, lasciando il paese alla maggioranza hutu, si scatenarono le persecuzioni contro i tutsi, fino al 1990 quando ribelli armati tutsi dallUganda cercarono di rientrare in Ruanda a riprendersi le terre. Da qui partì il delirio genocidario hutu contro i tutsi ancora residenti nel paese. |
| ven 9/11/07 - ore 21,00 | ore 22,30 |
SHAKE HANDS WITH THE
DEVIL - The journey of Romeo Dallaire Peter Raymont Canada 2004 90 v.or.fr/ingl Nel 1994 lONU incaricò un uomo di assicurare che la pace venisse mantenuta in Rwanda: il generale canadese Romeo Dallaire. Senza sostegno dal quartier generale ONU, e con il Consiglio di Sicurezza lontano a New York, Dallaire e il suo pugno di soldati furono incapaci di fermare il genocidio. Dopo 10 anni di tormento, rivedendo ogni giorno quegli orrori, dopo aver tentato più volte il suicidio, Roméo Dallaire ha scritto un libro, Shake Hands With The Devil, che è un grido profondo di accusa contro i funzionari ONU, i politici europei e statunitensi dellamministrazione Clinton, che scelsero deliberatamente di non agire (memori delle perdite americane a Mogadiscio) mentre Dallaire supplicava di inviare rinforzi e nuove regole dingaggio. Con poche migliaia di soldati in piu e con mandato allargato, avrebbe potuto fermare lo sterminio. La sua impotenza nel momento estremo ancora gli devasta la coscienza. La troupe cinematografica ha seguito Dallaire nel suo primo ritorno in Rwanda durante laprile 2004 nel decimo anniversario del genocidio: Dallaire incontra le persone di allora, ripercorre insieme a loro i ricordi, in un difficile lavoro sulla memoria e sulla responsabilità. Il punto di svolta, secondo Dallaire, in cui si poteva ancora agire per cambiare le cose, perché cera ancora un numero consistente di militari stranieri, fu il momento dellevacuazione dei civili stranieri. Anche lItalia inviò le sue truppe, perfino i cagnolini dei civili occidentali trovarono posto sugli aerei militari per levacuazione, mentre uomini, donne e bambini ruandesi imploravano piangendo di essere fatti salire. Poi un buco temporale di poche ore e quando la telecamera si riaccende, quegli uomini, donne e bambini giacciono li, a pezzi, straziati da machete di importazione cinese, acquistati per pochi centesimi cadauno... I cagnolini invece scodinzolano, insieme ai propri padroncini bianchi, in volo per Parigi, Bruxelles, Roma. Dei pochi uomini che componevano il contingente Onu, alcuni che -contravvenendo agli ordini- provarono ad opporre una minima resistenza, furono trucidati. Gli altri, indignati dallindifferenza internazionale, hanno stracciato gradi e baschi azzurri. Quanto ci vuole per uccidere un uomo col machete? Quanti colpi? Quante volte urlerà prima di stramazzare, ormai fatto a pezzi? Quanti uomini ci sarebbero voluti per fermare i responsabili della strage? |
KEEPERS OF MEMORY Eric Kabera Rwanda 2004 doc 54 v.or.inglese Un mandriano tutsi seduto sulla collina di Bisesero ripensa alla perdita della sua famiglia durante i 100 giorni del massacro, e guardando lorizzonte commenta: Questo posto era bello una volta Ora lunica bellezza sono gli scheletri sui monti. La sua riflessione prosegue con la critica delle periodiche riapparizioni dei giornalisti internazionali sui luoghi del massacro, lì per prendere testimonianze e poi andarsene, senza apportare nessun cambiamento tangibile alla condizione della gente del posto dal 1994 ad oggi. Impotenza, rancore, rassegnazione, traspaiono dalle parole dei sopravvissuti nei 6 maggiori luoghi di massacro del Rwanda, ognuno di loro divenuto a modo proprio custode dei morti e guida del memoriale del sito, attraverso le proprie testimonianze sulla tragedia. Come la donna gravemente ferita in casa sua dalle milizie hutu Interahamwe, che rimase per giorni sul pavimento in mezzo ai corpi della sua famiglia, senza poter chiedere aiuto per timore che I miliziani fossero ancora nei dintorni, e che per la grande sete arrivò persino a bere da una pozza di sangue dei suoi parenti che le si era raccolta accanto Dieci anni dopo si sente ancora maledetta ogni volta che beve un sorso dacqua, per quel gesto compiuto in un momento di estrema autoconservazione. O come laltra donna, che porta su di sè la terribile cicatrice sfigurante di un colpo di machete ricevuto in testa, e che si rifiuta ostinatamente di indossare un foulard che la copra, come le consiglierebbero i suoi conoscenti, sostenendo che la sua deformità è un monito costante a tutti sulla capacità umana di compiere malvagità. Keepers of Memory è un documento viscerale, sensibile e molto personale, sullenorme tragedia che continua a torturare lanimo dei sopravvissuti, spesso dimenticati e marginalizzati, ponendovi a contrasto i discorsi artefatti, ben cesellati, sterilizzati, ipocritamente pacificatori, dei rappresentanti della comunità internazionale ansiosa di lasciarsi alle spalle la contabilità dei morti e le proprie responsabilità per non aver agito quando era necessario. Una potente accusa contro il fazionalismo e la complicità morale di chi si astiene con indifferenza e inerzia. |
| sab 10/11/07 - ore 21,00 |
SHOOTING DOGS M.Caton-Jones - UK 2005 - 115 v.or.inglese Nella primavera 1994 il Ruanda diventa un mattatoio. La barbarie però poteva essere fermata. LONU era là, e guardava senza agire. In questo scenario, il film racconta la storia di un disilluso prete cattolico e di un giovane insegnante idealista, messi alla prova sullintensità della loro fede e i limiti del loro coraggio. Saranno chiamati a fare una scelta: restare o fuggire. Il titolo del film viene dal comportamento delle truppe ONU in Ruanda: gli ordini ricevuti non gli consentivano di sparare sugli hutu che facevano a pezzi la gente col machete sotto i loro occhi, ma potevano però usare le loro pallottole per sparare ai cani che cercavano di nutrirsi dei corpi in decomposizione disseminati sulle strade... Non solo Hotel Rwanda e Accadde in aprile: molti sono i films di fiction girati sul soggetto (o sullo sfondo) della tragedia ruandese, da registi occidentali e non, con protagonisti europei o africani. Questo, e il seguente Un dimanche a Kigali ne sono due esempi, in cui si guardano le cose dal punto di vista delloccidentale coinvolto per caso. Attendiamo ancora invece la visione futura del film Munyurangabo, con attori ruandesi e girato interamente in lingua kinyarwanda, sulla storia di due ragazzi orfani che insieme cercano una strada verso il futuro, per liberarsi dallodio e dal terrore. |
| gio 15/11/07 - ore 21,00 |
| UN
DIMANCHE A KIGALI Robert Favreau Canada Quebec 2006 118- v.or.francese Una storia damore sullo sfondo della tragedia ruandese: un giornalista, a Kigali per girare un documentario sullAIDS, si innamora di una giovane ruandese. Ma il bagno di sangue è alle porte, e lui non è abbastanza svelto da capirlo in tempo, per sposare la donna e portarla via con la protezione diplomatica. La guerra civile li separa. Mesi dopo, lui torna in cerca di lei... |
| ven 16/11/07 - ore 21,00 | ore 22,30 |
| TUEZ-LES TOUS! HISTOIRE DUN
GENOCIDE SANS IMPORTANCE R.Glucksmann/D.Hazan/P.Mezerette
- Francia 2004, 97 v.or.fr. Il film è una ricostruzione coraggiosa, precisa e puntuale, del dubbio ruolo che la Francia ha giocato nel compimento del genocidio ruandese, una inchiesta che ha come scopo linchiodare la classe politica occidentale, e francese in particolare, alle sue responsabilità dirette nel genocidio. La ricostruzione mira a evidenziare, passo dopo passo, le motivazioni che indussero il gabinetto Mitterand a non intervenire, e le coperture politiche e militari del prima, durante e dopo i fatti. Mentre gli interessi politico-economici e le zone dinfluenza linguistica continuano a strangolare le vecchie colonie africane, i regimi criminali vengono protetti dagli antichi padroni per conservare delle sfere dinfluenza. La famosa Opération Turquoise diretta dallEsagono è servita soprattutto a proteggere le milizie hutu genocidarie contro il FPR Fronte Patriottico Ruandese di Paul Kagame (oggi divenuto Presidente) che nel 1994 combatteva attraverso il paese per rovesciare il regime sanguinario di Kigali. E il governo Mitterrand è risultato implicato nella formazione di quelle milizie hutu che diresse ro il bagno di sangue. Lo sguardo di
Glucksmann, Mezerette e Hazan è con ogni probabilità
filoamericano e in qualche modo anche antifrancese. Ma
ciò che conta è che la ricostruzione dinchiesta
appare estremamente convincente. I registi appartengono a
una generazione per cui la parola genocidio
era usata nei libri per indicare lo sterminio degli
ebrei, e veniva associata a un secco mai
più, e si chiedono come la loro patria abbia
potuto essere implicata in un nuovo genocidio. Come sono
apparse inutili, e perfino indegne, le scuse del
presidente Clinton, così è grave la loro completa
assenza da parte della classe politica francese. Il
problema, naturalmente, non sono le scuse, che servono a
ben poco alle vittime, ma la coscienza e il dibattito che
circola nella società francese e, di conseguenza,
limmagine di sé che questa società costruisce.
|
KISANGANI DIARY |
SECONDA PARTE:
| gio 22/11/07 - ore 21,00 |
U-CARMEN E-KHAYELITSHA
Mark Dornford-May Sudafrica 2005 120 v.or.xhosa sott.inglese Una versione cinematografica in chiave sudafricana dellopera lirica Carmen di Bizet (il film ha avuto lOrso dOro al Festival di Berlino), in cui il libretto di Bizet è stato interamente tradotto e riadattato in dialetto locale xhosa, alternando alle celebri arie liriche alcune musiche locali. Carmen, forte e sicura di sé, lavora con altre donne in una fabbrica di sigarette del sobborgo sudafricano di Khayelitsha. Dopo una rissa con una collega, viene arrestata e affidata al sergente Jongi, che ella aveva già una volta tentato di provocare e sedurre. Jongi si innamora follemente e lascia la polizia per seguire Carmen nella vita, ai limiti della legalità, che la donna conduce nella township. La gelosia del sergente e la tendenza allautodistruzione di Carmen porteranno i due amanti alla rovina. |
| ven 23/11/07 - ore 21,00 |
BOPHA
!Morgan Freeman USA 1993 114 vers.francese Lesordio alla regia per lattore Morgan Freeman. Micah Mangena è un sergente delle forze di polizia sudafricane, cieco sostenitore dello status quo. Ma il terribile conflitto che lacera il tessuto sociale del Sud Africa nel 1980 sta per mandare in frantumi anche il suo mondo. Suo figlio ha preso coscienza del fatto che il sistema dellapartheid è il male e che Micah è parte di quel sistema. Bopha è una parola Zulu che significa arresto, detenzione. Per il regime oppressivo è uno strumento di potere. Per le crescenti folle di attivisti, un grido di protesta. |
| sab 24/11/07 - ore 21,00 | ore 22,30 |
| THE MAN WHO DROVE WITH MANDELA Greta Schiller UK/USA 1998 82 v.or.inglese sott.italiano Quando nel 1962 Nelson Mandela viaggiava in incognito attraverso il Sudafrica per organizzare la resistenza armata al regime, la sua identità di copertura era quella di autista di un distinto uomo bianco. Quelluomo era Cecil Williams (1909-1979), uno tra i maggiori registi teatrali di Johannesburg, militante nella lotta contro lapartheid, e omosessuale. Durante e dopo la Seconda Guerra mondiale Williams fu attivista di spicco nellorganizzazione antifascista Springbok League ed anche nel Partito Comunista Sudafricano. Negli anni 50 lavorò per il Congresso dei Democratici (alleato dellAfrican National Congress). Costretto alla clandestinità insieme a Nelson Mandela quando questultimo rientrò illegalmente nel paese dal Botswana come capo del braccio armato dellANC, Williams fu arrestato presso Pietermaritzburg nel 1962. Fuggì in esilio in Gran Bretagna con il suo amante scozzese, e là morì nel 1978. Anche Mandela venne arrestato nel 1962, condannato allergastolo e liberato 28 anni dopo, nel 1990. I leaders dellANC hanno attribuito a C.Williams il merito di aver avuto un impatto determinante sulla loro comprensione dellomosessualità, preparando il terreno alladozione di politiche per i diritti degli omosessuali da parte dellANC alla fine degli anni 80. |
COUNTRY OF MY SKULL John Boorman UK/Sudafrica 2003 100 vers.italiana Un giornalista del Washington Post, viene spedito in Sud Africa dal suo editore per intervistare il più famoso torturatore della polizia durante il periodo dellapartheid, e seguire le udienze della commissione per la verità e la riconciliazione. Tratto dal libro omonimo di Antjie Krog. Una produzione mainstream mediocre, in confronto a RED DUST di Tom Hooper, film molto migliore sulla stessa tematica. |
| gio 29/11/07 - ore 21,00 |
RED
DUSTTom Hooper Sudafrica/USA 2004 110 La vicenda di Red Dust, tratta dal romanzo omonimo di Gillian Slovo, è ambientata nel Sudafrica del post-apartheid, durante uno dei processi del Truth & Reconciliation Commission indetti per evitare lo scoppio di una guerra civile tra la maggioranza nera del paese e la minoranza bianca che fino a non molto tempo prima deteneva il potere. Tali processi prevedono la piena amnistia per gli esponenti delle forze di sicurezza del vecchio regime che ammettono completamente i propri crimini (compresi la tortura e lomicidio) davanti ad una commissione di giudici. A questo speciale tribunale si rivolge il poliziotto Dirk Hendricks, accusato di sevizie, e sospettato per la scomparsa di un giovane esponente dellANC, Steve Sizela; ma un amico di questultimo, lattivista politico Alex Mpondo, si oppone alla richiesta di amnistia. A rappresentarlo nella sua battaglia legale è la giovane avvocatessa Sarah Barcant, di origini sudafricane, che era fuggita a New York anni prima. Il film ricostruisce lentamente, attraverso le fasi del processo, i terribili giorni di torture vissuti da Mpondo e dal suo amico. Nella vicenda si insinuano a mano a mano nuovi particolari che gettano ombre sulla posizione della vittima e più in generale sul significato vero della Giustizia. Un grande film interessante e controverso. |
| ven 30/11/07 - ore 21,00 |
HIS
BIG WHITE SELFNick Broomfield UK 2006 93 v.or.inglese Un movimentato e sconcertante ritratto del leader filonazista sudafricano Eugene Terreblanche, esponente della white supremacy durante gli anni dellapartheid. Il regista aveva già precedentemente realizzato un documentario su di lui (The Leader, The Driver And The Drivers Wife) nel 1991, indispettendolo talmente da riceverne in cambio minacce di morte e intimidazioni terroristiche. Quindici anni dopo ha però sentito la necessità di tornare a filmare questo personaggio e i suoi seguaci, realizzando un altro imperdibile video che documenta come anche nel Sudafrica post-apartheid sopravvivano ancora queste ideologie e la tenacia in questo credo. |
| sab 1/12/07 - ore 21,00 | ore 22,30 |
| TSOTSI Gavin Hood Sudafrica 2005 91 vers.italiana Un giovane e spietato gangster vive in una baraccopoli alla periferia di Johannesburg. La sua vita fatta di rapine e pestaggi a sangue cambia improvvisamente quando, dopo aver rubato lauto, e sparato ad una ricca donna, trova nel sedile posteriore un bebè. Costretto, ma al contempo lieto di doversene prendere cura per non farsi scoprire ed arrestare, il giovane farà delloccasione il pretesto per la sua redenzione Tsotsi è un film globalizzato, siamo in Africa, ma potremmo essere nel Bronx newyorkese. Nessun accenno allapartheid (gli unici ricchi a vedersi sono di colore), quel che si denuncia sono le condizioni in cui si trovano a dover crescere i bambini senza (o con pessimi) genitori. Un viso e uno sguardo (quelli del protagonista Tsotsi) impenetrabili, montaggio veloce ed energetico. |
CATCH A FIRE Phillip Noyce UK/Sudafrica/USA/Fr 2006 101 vers.italiana Patrick Chamusso, operaio della Secunda Oil Refinery, è un uomo che non si occupa di politica. Però, nel clima di grande tensione razziale in Sudafrica negli anni 80, viene arrestato, ed accusato ingiustamente di aver partecipato allattentato contro la raffineria petrolifera in cui lavora, nonostante ciò sia avvenuto proprio nel giorno in cui lui era in permesso. Patrick ha quindi un alibi, ma preferisce confessare di aver partecipato allattentato, quando viene a sapere che la polizia ha torturato brutalmente sua moglie. Quando un poliziotto meno crudele degli altri capisce la verità, lo rilascia, ma Patrick ormai é così disilluso e disperato che decide veramente di unirsi allAfrican National Congress, offrendosi volontario per il prossimo attentato. |
| gio 6/12/07 - ore 21,00 | ore 22,00 |
| LE RETOUR DE L'ONCLE BELGE P.Dutilleul Belgio 2004 62 v.o.fr. Un interessante documento sullazione degli istruttori militari belgi e francesi in R.D.Congo durante la missione Avenir nel 2004. Il presidente congolese Joseph Kabila nel settembre 2003 sollecita lassistenza militare del Belgio (ex-padrone coloniale del Congo) in un quadro di partenariato, al fine di fondare un nuovo esercito nazionale riunendo le 4 grandi fazioni armate rivali che hanno scatenato la guerra civile in Congo negli ultimi anni: le Forces Armées Congolaises (FAC) vicine al governo, le truppe del Rassemblement Congolais pour la Démocratie (RCD) sostenuto dal Rwanda, i combattenti del Mouvement de Libération du Congo (MLC) alleato dellUganda, e i Mai-Mai (miliziani attivi nelle foreste). Lunificazione militare era una delle condizioni richieste dal processo di pace imposto dagli accordi di Pretoria (Sudafrica) nel dicembre 2002. A livello politico questa unificazione avrebbe poi dovuto condurre il paese alle elezioni democratiche del giugno 2005. ![]() Il Belgio ha perciò inviato un distaccamento di 200 istruttori militari nella città martire di Kisangani, per la formazione della prima Brigata congolese mista, composta da tre battaglioni di 888 militari, e questa nuova unità viene destinata allapprendimento delle tecniche di peacekeeping (molti belgi fanno parte della MONUC, la missione ONU incaricata del peacekeeping in Congo), al fine di essere poi impiegata nella martoriata e instabile regione dellIturi. |
CONGO NA BISO C.D.Liedekerke/Y.Muller Belgio 2006 52 v.o.fr Cinque antichi nemici si contendono il potere alla vigilia delle elezioni in Congo: il presidente Kabila e quattro vicepresidenti ciascuno di loro alleato con Ruanda, Uganda o oppositori. Il
popolo esige la democrazia, lONU osserva. Il film
ci mostra lepoca post-Mobutu, la sua disillusione
ma anche il suo fervore. Da Kinshasa agli angoli più
lontani di questo grande paese che è lex-Zaire,
tutti testimoniano la difficoltà di instaurare una vera
democrazia nel paese. Il Congo, saccheggiato da tutti,
dai propri dirigenti ai Paesi vicini, martoriato da anni
di guerra civile, si riprenderà?ore 23,00 |
ven 7/12/07 - ore 21,00 |
WHITE KING, RED RUBBER, BLACK
DEATHPeter Bate Belgio 2003 108 v.or.fr. La pagina nera del colonialismo belga: come Re Leopoldo II del Belgio trasformò il vastissimo territorio del Congo in un suo possedimento personale, tra il 1885 e il 1908. Sotto il suo controllo, il Congo divenne un campo di lavoro forzato di terribili brutalità: torture, mutilazioni, stragi. Mentre il sovrano si atteggiava a protettore degli Africani dagli schiavisti arabi, in realtà plasmava un impero del terrore basato sulla raccolta della gomma. Il governo belga non ha gradito questo documentario, che dipinge Leopoldo come un precursore morale di Hitler, reponsabile dello sterminio di 10 milioni di persone durante il rapace sfruttamento delle ricchezze naturali del Congo. Nelle strade di Bruxelles si possono ammirare tanti bellissimi e grandiosi monumenti, ma nulla, neppure una targa, ci ricorda che sono stati costruiti con la ricchezza depredata al Congo e con il sangue dei congolesi. Se i congolesi oggi non fossero così indeboliti da guerre civili e disastri storici avrebbero potuto far sentire forte la loro voce, ed essere riconosciuti storicamente, come già gli Ebrei e gli Afroamericani, uno dei più grandi olocausti della storia. Invece, ancora troppo pochi conoscono la gravità di questo passato. Nel frattempo, Leopoldo viene ancora considerato un grande re, civilizzatore di selvaggi, e una nuova statua in suo onore è stata recentemente eretta in Belgio. Perciò, chi guarda lodierna situazione in Congo e inorridisce per le atrocità della recente guerra civile, dovrebbe anche interrogarsi sul quando e chi fu a introdurre per primo la barbarie in questo paese. |
sab 8/12/07 - ore 21,00 |
ore 22,00 |
| CONGO: THE RIVER THAT SWALLOWS ALL
RIVERS Brian Leith doc 54 v.or.inglese Il Congo era considerato nel secolo scorso la tomba delluomo bianco, il cuore di tenebra di J.Conrad, un paese selvaggio che parla di incubi e di morte violenta. I mercanti rimanevano sulle coste perché la foresta pluviale era troppo fitta e impenetrabile, e correvano voci che fosse piena di malattie mortali e feroci cannibali. I nomi dati dai colonizzatori alle coste dellAfrica occidentale ne narrano il sanguinoso passato: Costa dAvorio, Costa degli Schiavi (oggi Benin), Costa dOro (oggi Ghana). Anche oggi purtroppo il Congo è un luogo di stragi, per le diverse guerre civili succedutesi, e la foresta è ancora talmente densa da rendere impraticabili le comunicazioni da una zona allaltra del paese. La fauna che nasconde è però ancora ricchissima di specie, tra cui molti primati ed elefanti. Il Bacino del Congo è il secondo bacino fluviale più grande al mondo, gemello del Rio delle Amazzoni, ed è definito dai nativi il fiume che inghiotte tutti i fiumi. Questo documentario realizzato nellarco di tre anni, mostra gli angoli piu remoti del Congo, scoprendo una terra di straordinarie sorprese. Dalla sorgente del fiume nel nord Zambia con le sue montagne innevate, alle paludi del Bangweulu, dove trovò la morte David Livingstone nel 1873 mentre cercava le sorgenti del Nilo. Più a valle, nellest del Congo, il fiume si allarga, ed è chiamato Lualaba: riceve le acque dal profondo Lago Tanganyika. Il fiume Congo è talmente largo che è impossibile per gli animali passarlo a guado: sul lato nord sono stanziali gli scimpanzè, sul lato sud vivono i bonobo. Loceano Atlantico conclude il corso del Congo nel suo lussureggiante delta. Rimaniamo in attesa di poter vedere (e proiettare) lottimo documentario di Thierry Michel del 2005 CONGO RIVER AU DELA DES TENEBRES |
HEART
OF DARKNESSNicolas Roeg USA 1994 100 vers.italiana Tratto dal romanzo omonimo del 1902 di Joseph Conrad: la raffigurazione degli abissi datrocità di cui è stata capace la rapacità coloniale europea, e lo sguardo occidentale carico di esotico su un paese allora misterioso, sconosciuto e pieno dinsidie. Su incarico di una compagnia di traffici belga, il capitano Marlowe risale il fiume Congo per arrivare fino alla Stazione Interna, quella gestita dal leggendario Kurtz come ultimo isolato avamposto. Le ultime notizie su questo personaggio sono vaghe, frammentarie e inquietanti. Forse nasconde grandi quantitativi davorio, forse è impazzito, o forse è morto. Questo è il film che Orson Welles avrebbe voluto fare, e che invece girò Coppola chiamandolo Apocalypse now. Nicolas Roeg lo adatta per la Tv correttamente, ma senza grandi voli, anche se il cast era promettente (tra gli attori: Tim Roth, Isaac De Bankole, John Malkovich). |
| gio 13/12/07 - ore 21,00 |
NHA
FALA
|
| ven 14/12/07 - ore 21,00 |
HYENES
|
| sab 15/12/07 - ore 21,00 |
CATCH A FIRE Phillip Noyce
Sudafrica/USA/UK 2006 100
italiano
|
| gio 20/12/07 - ore 21,00 | ore 22,30 |
LE BALLON DOR
|
KEITA lheritage du griot
|
| ven 21/12/07 - ore 21,00 |
CEDDO
|